Federico Marchesano: contrabbasso

Era il giorno più’ caldo dell’anno.
Le assi di legno su cui poggiava il contrabbasso scricchiolavano piegate dal calore e le vibrazioni basse si propagavano lentamente nell’aria calda. La voce surrata  del suonatore di Inanga, le sculture di pietra lavica di Afio il Muto nascoste ai piedi dell’Etna,la chitarra stridente di Piggy e i lenti movimenti del danzatore Butoh aspettavano silenziosi,in attesa di essere liberati.

“Il mio disco in Solo, “The inner bass”, esce a distanza di 12 anni dal suo predecessore “Città Densa”. In questo periodo, in diverse occasioni mi sono esibito in concerto da solo, con il mio contrabbasso. Questa pratica consente solitamente ai musicisti di esplorare tutte le possibilità timbriche del proprio strumento, ricercando i suoni come fossero parole segrete sussurrate all’orecchio. Io mi sono lasciato aiutare e guidare dalle parole e dai movimenti degli amici scrittori e danzatori con i quali di volta in volta ho condiviso il palco.E nei momenti in cui sono rimasto veramente solo, mi sono affidato alla musica che mi risuonava dentro, quella intima e sussurrata dei Griot africani e quella misteriosa e al contempo selvaggia scaturita da un viaggio in Sicilia, fino ad arrivare ad un suono, un suono famigliare, interiore, quello del mio contrabbasso, che da sempre mi accompagna.”

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